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AMBITI D'INTERVENTO

Percorsi di psicoterapia per il trauma

Il corpo ricorda anche quando la mente ha smesso di pensarci. Un evento vissuto come una minaccia, anche a distanza di anni, può continuare a farsi sentire nel respiro, nel sonno, nella fiducia verso gli altri. Al CEPIB lavoriamo con chi porta con sé queste tracce, costruendo un percorso che rispetti i tempi di ciascuno.
IL QUADRO CLINICO

Come si manifesta il trauma psicologico

Un evento diventa trauma non tanto per la sua gravità oggettiva, quanto per l’impossibilità, nel momento in cui accade, di elaborarlo. Può essere un episodio isolato, come un incidente, oppure qualcosa di ripetuto nel tempo, come una relazione dannosa o una trascuratezza vissuta da bambini. In entrambi i casi il sistema nervoso resta come “acceso”, pronto a difendersi anche quando il pericolo non c’è più.

Chi ha vissuto un trauma spesso non collega più i propri sintomi all’evento originario: la memoria protegge, dimentica, sposta. Per questo il primo passo al CEPIB è costruire una base di sicurezza sufficiente perché quel racconto, quando arriverà, non sia ri-traumatizzante.

I SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE

I segnali più comuni

Le conseguenze di un trauma raramente si presentano con un’etichetta chiara. Più spesso assomigliano a questo.

Immagini o ricordi che si ripresentano senza preavviso

Evitare luoghi, persone o situazioni collegate all'evento

Sentirsi sempre "in allerta", anche senza motivo apparente

Incubi o difficoltà a dormire

Reagire in modo sproporzionato a piccoli stimoli

Sentirsi distaccati da sé stessi o dalla realtà circostante

Fatica a fidarsi, anche di chi non ha mai fatto nulla di male

Tensione fisica costante, come se il pericolo non fosse mai passato

Quando questi segnali continuano a interferire con la vita quotidiana, un percorso specialistico aiuta a ricollocare l’esperienza vissuta al passato, dove appartiene.
PROFESSIONALITà E METODO

Perché affidarsi all'approccio clinico del CEPIB

Al CEPIB il lavoro sul trauma si basa su un approccio integrato, che unisce diverse competenze cliniche a tecniche specifiche come l’EMDR, tra le più validate a livello internazionale per il trattamento del trauma. I professionisti specializzati in questo metodo lavorano a stretto contatto con il resto dell’equipe, per costruire un percorso che tenga conto sia della componente neurobiologica dell’esperienza traumatica sia della storia personale di chi la vive.

Approccio Clinico Integrato

Equipe di Professionisti Qualificati

Centralità della Relazione Terapeutica

Chi aiutiamo

Quando è utile chiedere un aiuto professionale

Chi ha vissuto un evento che ha spezzato in due la propria vita, un "prima" e un "dopo"

Chi porta ancora con sé il peso di esperienze infantili difficili

Chi vive in uno stato di allerta che non riesce a spegnere

Chi ha smesso di fidarsi, senza saperne più il motivo

Ricolloca l'esperienza vissuta al passato, per tornare a vivere il presente.
Impara a riconoscere le reazioni del tuo corpo prima che ti travolgano.
Ci chiedono spesso...

Domande frequenti

No. La gravità oggettiva conta meno di quanto si pensi: conta l’impossibilità di elaborare l’evento nel momento in cui è accaduto. Anche esperienze meno “visibili”, come la trascuratezza affettiva, possono avere un effetto traumatico.
Perché la mente può “congelare” un’esperienza troppo grande da elaborare subito, per poi lasciarla riemergere quando le condizioni di vita cambiano o si allentano le difese.
Non subito, e non se non sei pronto. Il percorso comincia costruendo sicurezza; il racconto arriva quando la persona ha gli strumenti per sostenerlo senza esserne sopraffatta di nuovo.
L’EMDR è una tecnica efficace sia per traumi singoli, come un incidente, sia per esperienze ripetute nel tempo. È il professionista a valutare, dopo la fase di inquadramento, se questo metodo è quello più adatto alla situazione specifica, eventualmente insieme ad altri strumenti terapeutici.
Si accoglie la persona senza fretta di andare al nocciolo dell’evento. Si valuta come il trauma si manifesta oggi, nel corpo e nella vita quotidiana, per costruire un percorso sicuro. Ecco i testi integrati e completi, da Dipendenze in poi, con tutte le modifiche applicate e senza la struttura “non è così, ma piuttosto” (l’ho tolta anche da altri punti dove l’avevo usata, non solo nel paragrafo che hai segnalato).
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