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AMBITI D'INTERVENTO

Percorsi di psicoterapia per i disturbi di personalità

Ci sono modi di stare al mondo che si ripetono sempre uguali, indipendentemente dalle persone o dalle situazioni: lo stesso tipo di litigio, la stessa paura di essere lasciati, lo stesso bisogno di controllo. Quando questi schemi diventano una gabbia più che una guida, la psicoterapia aiuta a capire da dove nascono e a costruirne di nuovi.
IL QUADRO CLINICO

Cosa cambia quando parliamo di disturbo di personalità

Tutti abbiamo un carattere, delle rigidità, dei punti deboli. Si parla di disturbo quando questi tratti smettono di essere una parte della persona e diventano l’unico modo possibile di reagire, anche quando fa male: alla persona stessa o a chi le sta vicino. Molto spesso si pensa a dei “difetti caratteriali”. In realtà si tratta di strategie apprese molto presto, spesso come risposta a un ambiente che non offriva alternative.

Per questo non esiste un protocollo standard: la valutazione iniziale al CEPIB serve proprio a capire quale funzione svolgono quei comportamenti nella vita della persona, prima ancora di provare a modificarli. Cambiarli senza capirli rischia di lasciare il vuoto che cercavano di riempire.

I SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE

I segnali più comuni

Non è la singola lite o il singolo momento di insicurezza a essere significativo, ma la ripetizione. Ecco cosa tende a ricorrere.

Relazioni che passano da idealizzazione a rottura senza vie di mezzo

Emozioni che sembrano avere un interruttore invece di una manopola

Terrore di essere lasciati, anche senza segnali reali

Un'immagine di sé che cambia a seconda di chi si ha davanti

Decisioni impulsive di cui ci si pente subito dopo

Bisogno costante di conferme dagli altri

Difficoltà a restare in una relazione oltre i primi mesi

Umore che oscilla nell'arco di poche ore

Se questi schemi tornano sempre, con persone diverse e in momenti diversi, probabilmente non è un caso: vale la pena parlarne con chi può aiutare a vederli da fuori.
PROFESSIONALITà E METODO

Perché affidarsi all'approccio clinico del CEPIB

Lavorare sui disturbi di personalità significa anche accettare che alcune delle dinamiche che creano difficoltà nella vita del paziente possano riproporsi, in forma più contenuta, dentro la stanza di terapia. Al CEPIB questo aspetto viene tenuto costantemente sotto osservazione attraverso il confronto tra professionisti diversi, così da riconoscere questi momenti quando si presentano e trasformarli in un’occasione di comprensione, invece che in un ostacolo al percorso.

Approccio Clinico Integrato

Equipe di Professionisti Qualificati

Centralità della Relazione Terapeutica

Chi aiutiamo

Quando è utile chiedere un aiuto professionale

Chi si ritrova sempre nelle stesse dinamiche relazionali, con persone diverse

Chi vive le emozioni come ondate impossibili da controllare

Chi non sa più dire con certezza chi sia, fuori dagli occhi degli altri

Chi ha già sentito dire "sei troppo intenso" o "sei troppo instabile"

Impara a distinguere ciò che sei da ciò che hai imparato a fare per sopravvivere.
Costruisci relazioni che non si esauriscano nel giro di poche settimane.
Ci chiedono spesso...

Domande frequenti

No. Significa che alcune strategie relazionali, utili in passato per proteggersi, oggi creano più problemi di quanti ne risolvano. Il lavoro terapeutico non giudica la persona, lavora sugli schemi.
Dalla ripetitività e dal costo. Se lo stesso schema torna sempre, in contesti diversi, e genera sofferenza stabile nel tempo, non è più solo “carattere”: merita un approfondimento clinico.
Più a lungo termine rispetto ad altri interventi, perché si lavora su strutture consolidate nel tempo, non su un singolo sintomo. I tempi vengono definiti e rivalutati insieme al terapeuta.
In alcuni casi sì, quando può essere utile per il lavoro terapeutico. La decisione viene valutata insieme al terapeuta, caso per caso, sempre nel rispetto dei tempi e delle esigenze del paziente.
Si raccoglie la storia della persona senza fretta di etichettarla. Serve a capire quali dinamiche si ripetono e con quale funzione, prima di costruire il percorso.
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